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Tessera fedeltà per bar: come farla bella e semplice da usare
· 5 minuti di lettura
Una tessera fedeltà per bar è un cartoncino piccolo che lavora tutti i giorni. Il cliente la tira fuori dal portafoglio, tu metti un timbro, e quando la tessera è piena arriva il premio: un caffè, una colazione, una coppetta. Funziona se si capisce al primo sguardo e se ha la stessa faccia del tuo locale.
Spesso invece è un cartoncino generico, comprato già stampato, con un timbro qualunque e una scritta che nessuno legge. Finisce sotto le chiavi della macchina e non torna più al banco.
Vediamo cosa scriverci, come impaginarla con il tuo logo, se farla di carta o sul telefono e come farla usare davvero.
Cosa scrivere sulla tessera fedeltà per bar
La tessera ha poco spazio, quindi ogni riga deve servire.
Sul fronte bastano tre cose:
- il logo del bar, grande abbastanza da riconoscerlo al volo;
- la promessa in una riga, per esempio «Raccogli i timbri: il prossimo caffè lo offriamo noi»;
- le caselle per i timbri, in fila, ben distanziate, così il timbro non sborda nella casella accanto.
Sul retro:
- nome, indirizzo, orari e telefono del locale;
- le regole in poche parole: cosa vale per il timbro, qual è il premio, se c'è una scadenza;
- uno spazio per il nome, se vuoi riconoscere la tessera quando un cliente la dimentica al banco.
Quanti timbri e quale premio lo decidi tu. L'importante è che sulla tessera sia scritto in modo che alla cassa non ci siano dubbi: il cliente sa cosa aspettarsi, chi è al banco sa cosa fare. Se il premio è un omaggio, chiedi al commercialista come registrarlo.
Come impaginarla con il tuo logo e i tuoi colori
La tessera fa parte dell'immagine del bar, come l'insegna, il menu e le tazzine. Deve sembrare uscita dalla stessa mano.
- Il formato. Quello del biglietto da visita entra in ogni portafoglio. Più grande sembra originale, ma resta sul bancone di casa.
- I colori. Uno del logo come fondo, uno per le caselle. Due colori bastano: con troppi la tessera diventa un volantino.
- Le caselle. Invece di semplici quadrati, si può riprendere un segno del logo: una tazzina, un chicco, un cono. È un dettaglio piccolo, ma rende la tessera tua.
- Il timbro. Anche il timbro può avere il segno del logo. Così ogni casella riempita ripete il tuo marchio.
- La carta. Meglio una carta opaca, che prende l'inchiostro senza sbavare. Prima di stampare tutte le tessere, chiedi allo stampatore una prova con il timbro vero.
Per una gelateria che lavora soprattutto d'estate si può fare una tessera della stagione, con i colori del gelato e il premio legato alla coppetta. A fine stagione si chiude, e l'anno dopo si riparte con la tessera nuova.
Carta o telefono?
La tessera di carta è la più semplice. Si dà in un secondo, si capisce subito, non chiede niente al cliente. Il difetto è che si perde e si dimentica a casa.
La tessera sul telefono non si perde, ma chiede un passaggio in più a te e al cliente: uno strumento alla cassa per segnare i punti, e il cliente che deve aprire qualcosa sul telefono mentre ordina. Per molti bar di quartiere la carta resta la strada più comoda per cominciare.
In tutti e due i casi la tessera va disegnata. Anche quella sul telefono ha bisogno del tuo logo, dei tuoi colori e delle stesse parole del cartoncino. Se un domani passi al digitale, il cliente deve riconoscere la stessa tessera.
Come farla usare davvero
Una tessera bella che resta nel cassetto non serve a niente. Bastano poche abitudini al banco:
- Proponila tu, con una frase sola: «Vuoi la tessera? Al prossimo caffè hai già il primo timbro».
- Metti subito il primo timbro. Una tessera già cominciata si butta meno volentieri.
- Tieni le tessere vicino alla cassa, in un piccolo supporto con un cartellino nello stesso stile.
- Quando la tessera è piena, dai il premio con un sorriso e consegna subito la tessera nuova.
- Spiega a tutti al banco le stesse regole, così nessuno inventa eccezioni.
Anche il cartellino che annuncia la tessera, vicino alla cassa o sulla lavagna, deve avere gli stessi colori e lo stesso carattere. Così il cliente collega subito l'annuncio al cartoncino che ha in mano.
Domande frequenti
Quanti timbri mettere sulla tessera?
Dipende da cosa vendi e da quanto spesso torna il tuo cliente abituale. Scegli un numero che chi passa ogni mattina può completare in tempi ragionevoli, e scrivilo chiaro sulla tessera, insieme al premio.
Devo chiedere i dati del cliente?
Per una tessera a timbri no: basta il cartoncino. Se vuoi raccogliere nome, telefono o email, per esempio per mandare gli auguri o le novità, servono un'informativa e il consenso del cliente. Su come fare, chiedi al tuo consulente privacy.
Quanto costa far preparare la tessera?
Prepariamo la grafica della tessera e del timbro partendo dal tuo logo. Le grafiche da stampare partono da 59 € indicativi, e la stampa è sempre a parte. Se il logo ancora non c'è, il logo da solo è sui 290 – 390 € indicativi; con l'immagine completa, 690 – 890 € indicativi, la tessera nasce insieme a menu, insegna e bicchieri.
Una tessera che somiglia al tuo bar
La tessera fedeltà è piccola, ma passa per le mani dei tuoi clienti ogni giorno. Se ha il tuo logo, i tuoi colori e regole chiare, ricorda il tuo bar anche quando il cliente è altrove. Qui sopra, in tre domande, vedi una cifra indicativa per il logo o per l'immagine completa da cui nasce anche la tessera.